Philosophy

Per non confondere i limiti del proprio campo visivo con i confini del mondo.
(Arthur Schopenhauer)

Perché una filosofia?

I mercati finanziari sono sempre di più una sintesi, uno specchio della realtà sottostante, tendono addirittura ad anticipare, a “scontare” gli accadimenti futuri. Siamo pertanto convinti che in questa professione, più che in altre, occorra sforzarsi per capire cosa accade nella realtà e in quale direzione si sta andando.

In una realtà sempre più mutevole

Cambia sempre più velocemente la realtà in cui viviamo. Gli straordinari progressi della scienza e della tecnologia hanno incredibilmente accresciuto le nostre conoscenze ma, al tempo stesso, hanno reso le cose molto più complicate e anche più imprevedibili. Nonostante l’eccezionale quantità di informazioni alle quali possiamo accedere, permane nelle società attuali un forte senso di disorientamento.

…Occorre un nuovo modo di pensare

Per cercare di capire questa realtà che muta continuamente sotto i nostri occhi, dobbiamo imparare ad afferrarla utilizzando nuovi modelli interpretativi. Occorre un nuovo modo di pensare che abbatta le pareti divisorie tra saperi. Nell’era dell’iper-specializzazione, c’è bisogno di un approccio più interdisciplinare che ci aiuti a cogliere il quadro generale e non solo i fatti specifici, a risolvere problemi complessi scomponendoli nei loro elementi, a trovare le connessioni tra sistemi apparentemente estranei.

…e focalizzarci su “ciò che non conosciamo”

La maggior parte delle previsioni degli ultimi anni si sono rivelate sbagliate, mettendo in crisi molte nostre certezze. Continuiamo, infatti, a concentrarci su ciò che conosciamo e che si ripete ogni giorno, mentre dovremmo imparare a focalizzarci su “ciò che non conosciamo” e a prendere decisioni soffermandoci sulle conseguenze di eventuali scostamenti rispetto a quanto previsto. Dovremmo cioè sviluppare una capacità molto simile a quella che Nassim Taleb chiama “antifragilità”; la capacità cioè di inserire lo straordinario nell’ordinario, lo sconosciuto nel conosciuto, non solo e non tanto per prevederlo (cosa estremamente difficile) quanto per attrezzarsi ad affrontarlo al meglio, minimizzando le perdite e massimizzando i guadagni.

Di qui il nesso con l’operatività

Se consideriamo che, in campo economico, il successo di un investimento è tanto maggiore quanto più è legato alla novità, a ciò che è sconosciuto, a ciò che il mercato non ha ancora “scontato”, comprendiamo agevolmente perché avere un approccio di questo tipo, che ci abitui ad allungare e ad allargare il nostro “campo visivo”, possa essere di notevole aiuto anche in una professione che con la filosofia… sembrerebbe non aver un granché da spartire.